Perché, anche volendo, non potrebbero essercene mai due uguali: le borse di Giolab nascono tutte come pezzi unici.
A volte senza nemmeno passare dal disegno.
Dall’idea astratta alla lavorazione pratica, per concretizzare subito in materia l’oggetto delle proprie fantasie:
molte borse fatte a mano di Giorgia Papalia aka Giolab, nascono proprio così.
Quarantasei anni, unica mente e mano di questa collezione di borse non convenzionale, formata tutta da pezzi unici, ciascuno nato sotto una ispirazione diversa, mutevole e variabile della sua autrice.
Che sia un artista, un film, un paesaggio, uno stato d’animo o- perché no – una fotografia mentale della donna che la indosserà.
“Realizzo le borse fatte a mano praticamente tutto da sola: immagino, disegno, realizzo il cartamodello, lo taglio e lo cucio.
C’è tanto lavoro e soprattutto tanta passione per far combaciare il tutto”.
Un lavoro, anzi un prezioso divertissement che si affianca e a volte supera quello ufficiale della designer, che si occupa di arredamento e ristrutturazione di case e aziende.
Un ramo poliedrico, dove la creatività deve necessariamente affiancarsi a un buon senso pratico e soprattutto a razionalità funzionale e calcoli accurati.
Le stesse caratteristiche, se ci si pensa, che servono a dare vita a un accessorio allo stesso tempo indispensabilmente futile ma necessariamente useful, come la borsa di una donna.
A ventisei anni, il primo guizzo, nascosto dalla “curiosità di voler imparare a utilizzare la macchina da cucire di mia madre.
Mi sono iscritta a una scuola di moda, poi a un corso di modellista.
Ho frequentato anche un corso di sketching allo Ied.
Poi, un po’ per mancanza di tempo, un po’ di ispirazione, ho smesso di cucire”.
Nel 2013 scopro il mondo delle borse fatte a mano.
“Perché? Banalmente, perché realizzare borse era meno impegnativo che cucire abiti”.
Nella stanza-laboratorio di casa, inizia a creare borse e a proporle nel negozio di un’amica.
“Una dopo l’altra si vendevano e così ho pensato di numerarle e farne una diversa dall’altra: ognuna di noi è diversa, quindi per la mia filosofia creativa non possono esistere due esemplari uguali”.
L’ispirazione? “La trovo intorno a me, mi piace fare ricerca di tessuti nella quotidianità , nel lavoro dei grandi stilisti.

Sono un po’ impulsiva in quello che creo, magari vedo un tessuto che mi piace e mi ispira e vedo già la borsa finita,
mi parte il “trip” e la maggior parte delle volte non la disegno neanche la taglio e la cucio e la realizzo come l’ho immaginata.
Non c’è un vero e proprio modello femminile che rappresenta le mie creazioni: essendo le borse tutte diverse,
ogni borsa fatta a mano rappresenta o rappresenterà colei che la sceglierà o la indosserà.
Molte le realizzo su ordinazione, mi faccio un’idea della donna che me la commissiona e che la indosserà e la borsa arriva giusta, riesco a prenderci.
Se sono arrivata alla numero 600, posso ringraziare le tante donne e anche qualche uomo che hanno capito e apprezzato.
Ci saranno però delle linee guida, raccontaci quelle della prossima stagione.
“L’ho immaginata con modelli easy, realizzati con materiali ricercati: tessuti tecnici in pvc animalier abbinati a denim e total black,
tessuti glitter scintillanti e pelli preziose, velluti damascati nei toni pastello abbinati a pelli morbidissime, un estivo ricco di summer bags in tessuti naturali e preziosi.
Poi strada facendo, vedrò cosa mi ispirerà.
Borse fatte a mano per tutte, ma la tua donna ideale, la tua testimonial di elezione, esiste?
“Ognuna di noi è potenzialmente la donna ideale per indossare una mia borsa fatta a mano, le mie creazioni sono pratiche molto leggere e molto funzionali, da indossare tutta la giornata.
La mia testimonial esiste ed è una donna “reale”: Roberta Lanfranchi, splendida e solare così come la vedi, per niente costruita, dalla personalità viva e non creata a tavolino – come le mie borse.
L’ho conquistata con un messaggio su Instagram e una borsa realizzata apposta per lei, che adesso mi apprezza e mi “usa” davvero.
La mia è una donna easy chic: nella scelta degli accessori che la rappresentano e nella vita”.
